lunedì, settembre 26, 2005

Considerazioni in ordine sparso sul post di cui sotto sul corso di cui sotto ancora. E anche no.

Niente, nada, niet, nulla, nothing. Questo ballerino non si trova e io 45 euro per dieci lezioni a pesticciare i piedi in un angolo guardando gli altri che ballano/imparano/progrediscono/sidivertono, non li pago. Però, porcaccia, mi piaceva l'idea, davvero. Tutta quella roba della passionalità latina e ascolta il corpo e farti portare dal tuo uomo, echeballosensualecheèiltango, madò che eleganza di movimenti, se non ballo quelle cose là non diventerò mai una donna vera, va' che stavolta imparo a camminare sui tacchi e così via. E invece niente, nada, niet, nulla, nothing. Tutt'al più potrò andarmi a rinfrescare qualche reminescenza da sala arci, tipo mazurka e passo doppio. Niente da ridire, per carità. Ma in preparazione di un'eventuale vecchiaia fra gite over-sixty al Lago di Como con vendita pentole annessa e corsi di ginnastica  posturale anti-osteoporosi ci avrei messo anche qualche seratina romantica e tangheggiante. Mi toccherà imparare a fare la maglia, almeno finchè ci vedo bene. Avete reso triste una vecchia signora, maleducati!

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giovedì, settembre 22, 2005

Considerazioni in ordine sparso sul corso di cui sotto.

1- Ho assolutamente bisogno di un ballerino.

2- Ho assolutamente bisogno di un paio di scarpe col tacco.

Il punto n. 2 mi pare moderatamente fattibile. Il punto n. 1 mi sembra di più difficile realizzazione. Qualcuno sa dove si vendono ballerini di tango argentino anche usati? Mi ce ne vuole uno basta sia, anche legnoso o di poca presenza, bassetto e impacciato. Anche anziano. L'importante è che io abbia un compagno con cui fare pari, datosi che mi hanno assicurato che le coppie cambiano in continuazione e capita raramente di ballare sempre con la stessa persona. Ecco, queste considerazioni possono sembrare poco lusinghiere per te, giovane amico che forse ti accingevi a mettere un commento qua sotto per aderire alla mia richiesta, ma pensa che lo stesso vale per te: se tu mi considerassi di primo acchito bruttina, impacciata e decisamente negata per il ballo questo non vorrebbe dire che saresti costretto a ballare sempre e solo con me. Se invece ti apparissi al primo sguardo seducente, decisamente sciolta nei movimenti e disinvolta... beh, pensa che piacere ritrovarci fra un cambio di coppia e l'altro a ballare di nuovo insieme! Insomma, lo stagno è grande, come si dice, ed è pieno di rane - ops, di ballerine, volevo dire.

A conti fatti, quindi, ripeto il mio appello:

Cercasi ballerino per corso di tango argentino. Si promette massima puntualità, pulizia e impegno. Se sei interessato davvero lascia un commento qua sotto con la tua mail. Grazie.

postato da: LaPiccolaFiammiferaia alle ore 10:19 | Permalink | commenti (3)
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martedì, settembre 20, 2005

AVVISO.

CERCASI URGENTEMENTE UN BALLERINO CHE MI ACCOMPAGNI AD UN CORSO DI TANGO ARGENTINO, DATOSI CHE IL MARITO SI RIFIUTA DI BALLARE TUTTO CIO' CHE NON SIA IL LISCIO CLASSICO DA BALERA. LA PRESENTAZIONE DEL CORSO SI TERRA' MERCOLEDI' P.V. ASTENERSI PERDITEMPO E FUORIPROVINCIA.

postato da: LaPiccolaFiammiferaia alle ore 14:35 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, settembre 19, 2005

Consolazioni.

- Allora, dottore, per quella prescrizione dovrebbe venirle a visita una signora. E' molto disorientata....

- Più disorientata di me??

postato da: LaPiccolaFiammiferaia alle ore 13:36 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, settembre 15, 2005

Ohi, ohi, ohi, ohi.....

Inutile girarci intorno: ho ricominciato con la palestra da lunedì e sono tutta un dolore. Non dirò che ho scoperto nuovi muscoli che non sapevo neanche di avere ma bensì che ho  ritrovato vecchi muscoli di cui avevo volontatiamente scordato l'ubicazione. Ora ricordo. Accidenti se ricordo. Specialmente di mattina, quando arranco in quella che parrebbe la prima luce dell'alba per bere un bicchier d'acqua e scopro con orrore dall'orologio della cucina che mancano 15 miserrimi minuti al suono della sveglia. Che poi ancora mica l'abbiamo scovata la radiosveglia. Sarà rintanata sotto qualche sedia-cuscino-materasso-pila di libri-caffettiera-portadocumenti-acquario a dormire, beata lei. Per ora si va con la sveglia del telefonico, dannato sia colui che ha inventato la ripetizione sveglia attiva che si toglie facendo sfoggio di capacità logico-deduttive che non posseggo neanche alle tre del pomeriggio, figurarsi alla quasi alba delle sette.

E quindi mi fa' male qui, qui e qui e anche qui (mimare toccandosi a caso dalla cintura in su fino al collo) e qua, qua e qua (mimare toccandosi a caso sotto la cintura fino alle caviglie esclusa l'area genitale). Direi che sono entrata nell'età matura. Me lo dicevano che dai trenta in poi sarebbero cominciati gli acciacchi, ma minimizzavo. Ora, dopo aver superato i trentacinque e il Gran Rituale d'Iniziazione della Cervicale faccio attenzione ad ogni piccolo dolorino. Se prima sgambettavo felice tre volte a settimana, correvo sette chilometri la domenica mattina e ballavo come una cicala impazzita ogni giovedì e martedì - qualcuno si chiederà "ma sesso niente?" e io risponderò "....zi miei" - adesso piano ragazzi! C'ho un'età. Devo fare stretching. Non devo stressarmi. Devo divertirmi ma non posso tornare a casa esausta e tremante dopo un doppia sessione di aerobica total body e di body pump (che non c'entra nulla, sagace amico che fai lo spiritoso davanti al video, con qualche giochino sessuale). Devo scegliere pesini ragionevolmente leggeri per la tonificazione. Devo stare attenta alla postura durante gli addominali. Devo usare scarpe che ammortizzino l'impatto col suolo per non creare problemi alle articolazioni. Ma allora tanto vale che vada a fare la ginnastica dolce della terza età al circolo arci, ecco.

Comunque più passa il tempo più la mia invidia per le insegnanti di aerobica cresce in modo direttamente proporzionale al mio girovita (diciamo giro fianchi per non dire giro glutei, va).  Le insegnanti d'aerobica passano, fulgide come stelle, belle come modelle, magre e toniche e alla moda e tu rimani lì che ti sbatti come e più di loro e sei sempre la stessa, chilo più chilo meno. Magari le fanno in serie, non so. Ma noi siamo belle dentro, che cavoli. Anche sudate fradicie, con la stessa tuta di quattro anni fa' e il fiatone, che ci muoviamo tutte scomposte ma a tempo di musica e rischiamo di cadere dallo step e addio dignità, ammettiamolo. Credete che dovrei iscrivermi ad un corso di pilates?

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martedì, settembre 13, 2005

Coop Fear.

Capita che una esca di palestra alle 19.30 e decida di andare a fare un pò di spesa al supermercato. Capita che una sia senza il marito che rientra più tardi e poi per comprare quattro cose non ci vuole la scorta. Capita che una parcheggi l'auto, prenda il carrello, giri con grazia e nonchalance fra gli scaffali, riempia il suddetto carrello di quattro+quattro+quattro+quattro cose e approdi alla cassa, incoscientemente presa dai propri pensieri per la cena immminente. Capita che un signore le si avvicini. Capita che pare un tipo a posto, ma non ha la fede e poi ha un accento strano. Capita che il signore in questione invada quell'invisibile confine fra il nostro e il suo spazio vitale - il galateo della cassa del supermarket prevede di attendere che il nastro sia scorso quei 20 centimetri dal cartellino "cliente successivo" per depositare la merce, di rimanere il fondo alla corsia e farsi avanti a piccoli passi lenti in modo da presentare la propria carta socio in sincrono con lo scomparire nel carrello di chi ci precede dell'ultima borsa della spesa. Capita che il tipo si avvicini troppo, appoggiandosi al nostro carrello, seguendoci passo passo davanti alla cassiera e - horribile visu - ci passi con disinvoltura le buste di affettatti, i barattolini delle spezie, la carne in offerta e financo il nostro shampoo e i nostri totani surgelati! per culminare in una palese dimostrazione di galanteria sistemando delicatamente la nostra confezione da dodici di latte a lunga conservazione. Ma insomma! Lo sanno tutti che esiste una privacy della spesa e nel segreto del nostro carrello vogliamo sentirci libere di stipare qualsivoglia schifezza, senza essere passate ai raggi X per le nostre scelte nutrizionali. E poi che è tutta questa confidenza?

Capita che una ringrazi con imbarazzo per tanta premura e afferri il carrello scomparendo nella folla a tutta velocità. Capita che una si guardi alle spalle sulla scala mobile che porta al parcheggio, perchè non si sa mai e quante cose succedono nel mondo e poi chi lo conosce, quello? Capita che una scaraventi la spesa nell'auto, corra come un razzo a depositare il carrello e poi fugga sgommando dal parcheggio. Capita che una ripensi allo sguardo gentile di chi le ha passato le zucchine e che si renda conto di avere - forse - fatto la figura della psicotica. Capita che una torni a casa e racconti tutto al marito, tanto per vedere la faccia che fa'  e per trovare conforto fra le calde mura domestiche. E capita che...

- Sai che uno alla coop mi ha aiutato a mettere la spesa nel carrello? Oh, dico sul serio! M'ha addirittura sistemato i cartoni del latte!

- Ah. E poi te l'ha chiesta?

- Eheeehhhhhhhhh??? Ma che dici!!!  Comunque no. C'era troppa fila.

- Ecco. Avrà avuto fretta.

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martedì, settembre 06, 2005

A Gatto Grigio.

La morte non è niente,
sono soltanto nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io,
e tu sei sempre tu.
Ciò che eravamo prima l'uno per l'altro,
lo siamo ancora.
Chiamami con il mio vecchio nome,
che ti è tanto familiare,
parlami,
nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato,
non cambiare il tono il tono della tua voce.
Ridi,
come facevi prima, sempre,
ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando stavamo insieme...
PREGA...
SORRIDI...
PENSAMI!!..


 

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lunedì, settembre 05, 2005

Fra colleghi.

- Ciao, chiamo dall'ufficio protesi. Volevo sapere per la liquidazione delle cure marine....

- Ah, ciao! Ma te sei quella che...  l'ex collega di... Ah, ma ci conosciamo?

- Ehm, boh... di persona credo di no. Perchè?

- No, sai io sò piccino ma carino. Hai presente? Moretto, con gli occhiali, magro... Può interessare?

- ........

- Ma dai, non ci siamo mai incontrati?

- Eh.... no.

- Se mi vedi mi riconosci di sicuro! E te come sei?

- Sposata.

 

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giovedì, settembre 01, 2005

Arte in divenire, aggiornamenti.

Graffiti2.

"Abbasso i principi azzurri:

Troppa carineria, niente fantasia"

(Vernice su lamiera, loc. Due Ponti - Siena)

postato da: LaPiccolaFiammiferaia alle ore 12:09 | Permalink | commenti (2)
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