La mutanda antistupro.
Ognuna di noi ha, nascosta in un remoto angolo del proprio comò, relegata nell'ultimo cassetto, la propria biancheria antistupro.
Dicesi biancheria antistupro quella biancheria, appunto, che se indossata non ci farebbe oggetto del desiderio sessuale neanche di un detenuto di Alkatraz dopo dieci anni di confino. Pigiami scoloriti, calzettoni o calzini bucati, ensemble non proprio presentabili, magliette e canotte sdrucite a cui rimaniamo fedeli dopo anni e anni d'uso testimoniano il nostro amore per l'abitudine e la praticità. Ci hanno accompagnati durante traslochi, pulizie primaverili, dolorosi crampi da mestruazioni quando non anche da gastroenterite, amori finiti, lutti, abbandoni, lavaggi di auto e cani, estati particolarmente afose a sventolarci davanti al frigo, inverni da bradipi davanti alla tv, maratone in cucina a preparar marmellate e conserve.
Suvvia, signore, ci siamo capite benissimo: basta rovistare - ma neanche tanto - nel boudoir di ognuna di noi per trovarne il simbolo e l'emblema, ossia la mutanda antistupro.
Dicesi mutanda antistupro quella mutanda, appunto - nè slip, nè tanga - che se indossata di fronte a Rocco Siffredi lo trasformerebbe in un mansueto frate trappista e che di solito serve, in un consolidato e tranquillo menage matrimoniale, a segnalare la propria assoluta e completa indisponibilità a qualsiasi tipo di approccio erotico. Sembra dirti piuttosto "fammi due coccole, va, ma a distanza di sicurezza che c'ho le mie cose". Quali siano le qual cose, non sarà mai dato saperlo. Abbinata ai nostri multiscolori (e non uso quest'aggettivo a caso) pigiami con i piedi è indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come il più efficace presidio per combattere malattie venere, gravidanze indesiderate, AIDS.
Il colore di solito rammenta le tinte per capelli fatte in casa da una zitella pasticciona: giallino, ocra, verdino, rosina pallido, grigio senza rimedio. E' alta, senza sgambatura, forse con un ricordo di pizzo o un fiocchetto. I bordi sono slabbrati e l'elastico smolla, ma la mutanda tiene. E' comoda. E' confortevole. Non tira e non stringe, non segna, anzi, asseconda le curve. Spesso è bucata. Magari un buchino piccolo piccolo nella trina, che nemmeno si noterebbe se non fosse che a forza di passarci il dito per verificare la tenuta della stoffa, alla fine l'avete ingrandito. Ma è la nostra coperta di Linus. Ce l'avevamo quando è caduto il muro di Berlino (beh, forse era nuova), ha sopportato mille lavaggi, e toh, non si è ristretta!
E allora coraggio! Sdoganiamo la mutanda antistupro, facciamone la nostra bandiera, sventoliamola di fronte a chi - nonne, mamme, zie - ci ha colpevolizzate per anni minacciando eventi improbabile (per quanto possibili) come incidenti stradali, alluvioni, terremoti, visite ginecologiche d'urgenza, parti pre-termine, guardoni inopportuni e colpi improvvisi di vento che avrebbero permesso a chiunque di giudicare sull'impeccabilità della nostra biancheria intima!
Ricorda, un mutanda d'antan è come un buon vino: morbida e avvolgente, ti si adatta in maniera perfetta. E' la sintesi di un ricordo, ha la tua forma, è spia delle tue abitudini, dei tuoi vizi, delle tue debolezze. E' perfetta. Proprio come te.




